Come si colloca l’utilizzo dei dati biometrici nei luoghi di lavoro alla luce dell’AI Act e del GDPR, dati i limiti del divieto europeo di categorizzazione biometrica e il ruolo centrale della disciplina privacy? Perché la biometria dimostra come il progresso tecnologico possa tradursi in nuove e pervasive forme di controllo, difficilmente conciliabili con i principi di dignità, libertà e non discriminazione che informano il diritto del lavoro europeo. E in tale contesto, il rifiuto di considerare il consenso del lavoratore come valida base giuridica non rappresenta una limitazione irragionevole dell’autonomia privata, ma costituisce piuttosto una garanzia essenziale per evitare che la debolezza strutturale del lavoratore venga sfruttata per legittimare trattamenti altrimenti inammissibili. L’impiego dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro impone dunque un ripensamento complessivo degli equilibri tra innovazione e diritti!
Trasparenza retributiva: quali sono le informazioni da comunicare ai lavoratori e come farlo
Il decreto sulla trasparenza retributiva (D.Lgs. n. 96/2026), in vigore dal 7 giugno, prevede nuovi obblighi comunicativi nei confronti dei lavoratori. I datori di lavoro devono rendere accessibili i criteri utilizzati per determinare la retribuzione e i livelli...


