Con una nota del 14 novembre 2025, Confimi Industria ha criticato l’obbligo introdotto dalla legge di bilancio 2024 che impone agli amministratori societari un domicilio digitale PEC autonomo. L’associazione sottolinea che la scelta dovrebbe essere libera, consentendo di utilizzare l’indirizzo già registrato dalla società (INI-PEC) o, se preferito, un indirizzo personale INAD. Il divieto della coincidenza tra il domicilio digitale dell’amministratore e quello dell’impresa, viene ritenuto un onere burocratico inutile e incoerente. La norma, secondo l’associazione, contiene un “non” superfluo che andrebbe eliminato per restituire chiarezza. Confimi ricorda che le Camere di Commercio avevano già mostrato flessibilità accettando l’uso della PEC aziendale, evitando costi e complicazioni per le PMI. L’auspicio è un emendamento in sede di conversione del decreto, attesa entro il 30 dicembre 2025.
Carburanti: prezzi alla pompa ancora alti nonostante il calo del petrolio
La CNA segnala un marcato disallineamento tra l’andamento del prezzo del petrolio e i prezzi alla pompa. Nonostante il Brent sia tornato ai livelli di fine febbraio dopo aver oscillato tra 70 e oltre 95 dollari al barile durante le tensioni in Medio Oriente, benzina e...


