Con una nota del 14 novembre 2025, Confimi Industria ha criticato l’obbligo introdotto dalla legge di bilancio 2024 che impone agli amministratori societari un domicilio digitale PEC autonomo. L’associazione sottolinea che la scelta dovrebbe essere libera, consentendo di utilizzare l’indirizzo già registrato dalla società (INI-PEC) o, se preferito, un indirizzo personale INAD. Il divieto della coincidenza tra il domicilio digitale dell’amministratore e quello dell’impresa, viene ritenuto un onere burocratico inutile e incoerente. La norma, secondo l’associazione, contiene un “non” superfluo che andrebbe eliminato per restituire chiarezza. Confimi ricorda che le Camere di Commercio avevano già mostrato flessibilità accettando l’uso della PEC aziendale, evitando costi e complicazioni per le PMI. L’auspicio è un emendamento in sede di conversione del decreto, attesa entro il 30 dicembre 2025.
DFP 2026: quali sono le stime del Governo approvate in CDM su deficit e PIL
Il Consiglio dei Ministri del 22 aprile ha approvato il Documento di finanza pubblica-2026. Il DFP fotografa l’andamento di finanza pubblica collegato all'andamento dell'economia ed esprime le stime tendenziali di crescita del PIL. Secondo le dichiarazioni del...


