La Commissione ha deciso di inviare una terza lettera di costituzione in mora supplementare all’Italia (INFR (2018)2273) per non aver recepito correttamente nella legislazione nazionale alcune disposizioni delle direttive UE sugli appalti pubblici (Direttiva 2014/23/UE, Direttiva 2014/24/UE e Direttiva 2014/25/UE). In particolare, la normativa europea sugli appalti pubblici richiede che i contratti pubblici superiori a una certa soglia siano assegnati tramite gara, nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento, libera concorrenza e non discriminazione. Garantendo che gli Stati membri recepiscano correttamente queste direttive nelle loro legislazioni nazionali, la Commissione agisce per tutelare la concorrenza leale, facilitare e rendere meno onerosa la partecipazione delle piccole e medie imprese (PMI) alle gare pubbliche, e promuovere un miglior valore per il denaro dei contribuenti.
Titolo esecutivo europeo: lo Stato di esecuzione non può riesaminare nel merito la certificazione
La sentenza della Corte di giustizia UE del 25 giugno 2026 nella causa C‑14/25, chiarisce l’interpretazione degli articoli 21, par. 2, e 25 del regolamento (CE) n. 805/2004 sul titolo esecutivo europeo (TEE). La Corte afferma che il giudice dello Stato membro...


