La CNA, nel comunicato del 24 giugno 2026, chiarisce che il rallentamento del Pil italiano non dipende dalle piccole imprese, ma da fattori strutturali: crollo degli investimenti pubblici, burocrazia, alti costi energetici, inefficienze amministrative e crisi demografica. Negli ultimi decenni l’Italia ha accumulato un forte divario di crescita rispetto alle principali economie europee, nonostante la diffusione delle microimprese sia analoga in tutta l’UE. A pesare sono stati la riduzione della spesa in infrastrutture e manutenzione, la perdita di giovani, un mercato del lavoro poco inclusivo, la scarsa digitalizzazione della PA e un costo dell’energia superiore alla media europea. Si aggiungono il peso del debito pubblico e la limitata capacità di attrarre investimenti esteri. Per CNA, la priorità non è ridurre il ruolo delle piccole imprese, ma sostenerne la crescita tramite semplificazione, investimenti, competenze e maggiore efficienza pubblica.
Carburanti: prezzi alla pompa ancora alti nonostante il calo del petrolio
La CNA segnala un marcato disallineamento tra l’andamento del prezzo del petrolio e i prezzi alla pompa. Nonostante il Brent sia tornato ai livelli di fine febbraio dopo aver oscillato tra 70 e oltre 95 dollari al barile durante le tensioni in Medio Oriente, benzina e...


