La CNA segnala un marcato disallineamento tra l’andamento del prezzo del petrolio e i prezzi alla pompa. Nonostante il Brent sia tornato ai livelli di fine febbraio dopo aver oscillato tra 70 e oltre 95 dollari al barile durante le tensioni in Medio Oriente, benzina e gasolio risultano ancora più cari del 14–16%, anche dopo il taglio delle accise. Senza l’intervento fiscale, i carburanti costerebbero circa 6 centesimi/litro in più. L’aumento grava in modo significativo sulle piccole imprese: un artigiano che percorre 30.000 km annui con un furgone diesel sostiene un costo aggiuntivo superiore a 500 euro, cifra che cresce rapidamente per chi utilizza più mezzi. La CNA denuncia la lentezza nella trasmissione dei ribassi del greggio ai prezzi finali e chiede un rafforzamento del monitoraggio della filiera e maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, affinché le riduzioni internazionali si traducano più rapidamente in benefici per imprese e consumatori.
Pil in stallo: per la CNA crescita frenata da investimenti bassi, burocrazia e coti dell’energia
La CNA, nel comunicato del 24 giugno 2026, chiarisce che il rallentamento del Pil italiano non dipende dalle piccole imprese, ma da fattori strutturali: crollo degli investimenti pubblici, burocrazia, alti costi energetici, inefficienze amministrative e crisi...


