Obbligo di sbarco: il controllo con sistemi REM non è sproporzionato

da | 5 Mar 2026 | Ipsoa - Impresa

L’obbligo di sbarco, introdotto per ridurre gli sprechi e rendere sostenibile la pesca europea, è al centro della causa C‑194/24, che riguarda il controllo del suo rispetto tramite sistemi REM e telecamere CCTV sui pescherecci. L’Italia contesta tali strumenti ritenendoli una violazione sproporzionata dei diritti fondamentali. Nelle conclusioni del 5 marzo 2026, l’avvocato generale afferma invece che il legislatore UE ha rispettato pienamente il principio di proporzionalità: l’ingerenza è limitata grazie a misure mirate (obbligo solo per pescherecci ≥18 metri ad alto rischio, riprese circoscritte, accesso ristretto ai dati, anonimizzazione, regole stringenti su conservazione e uso dei filmati). A fronte di tali cautele, il vantaggio perseguito è elevato: garantire un controllo effettivo dell’obbligo di sbarco, proteggere gli stock ittici, assicurare sostenibilità economica e ambientale ed evitare sovrasfruttamento. Per questo, secondo l’avvocato generale, la Corte dovrebbe respingere il motivo sollevato dall’Italia.

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