Nelle conclusioni del 5 marzo 2026 nella causa C-70/25, l’avvocato generale afferma che la banca deve sempre rimborsare immediatamente un’operazione di pagamento non autorizzata, anche quando ritiene che il cliente abbia agito con negligenza grave. L’unica eccezione ammessa è la presenza di fondati sospetti di frode da comunicare all’autorità competente. Questo obbligo, privo di margini di discrezionalità per gli Stati membri, garantisce un elevato livello di tutela degli utenti dei servizi di pagamento. Il rimborso, tuttavia, non è definitivo: in un secondo momento, se la banca dimostra che il cliente ha violato deliberatamente o con negligenza grave i propri obblighi relativi alla sicurezza delle credenziali, può chiedergli di sostenere le perdite. In caso di rifiuto, spetta alla banca agire giudizialmente per recuperare l’importo.
Come cambia l’azione revocatoria con la direttiva UE 2026 sull’insolvenza in vigore dal 21 aprile
Il 21 aprile 2026 entra in vigore la direttiva UE 2026/799 in materia di insolvenza. Con le nuove norme l’Unione europea si propone di migliorare l'efficienza delle procedure di insolvenza allo scopo di massimizzare il valore dei crediti che possono essere recuperati...


