La Corte di giustizia UE, con sentenza del 21 aprile 2026 nella causa C‑769/22, accoglie integralmente il ricorso della Commissione contro l’Ungheria, dichiarando illegittima la legge del 2021 che limita la rappresentazione o promozione di identità non cisgender e orientamenti non eterosessuali. Le modifiche costituiscono restrizioni alla libertà di fornire e ricevere servizi e violano il divieto di discriminazione sancito dalla Carta, poiché presuppongono che tali identità siano intrinsecamente dannose per i minori. La Corte rileva gravi ingerenze nella vita privata, nella libertà di espressione e nella dignità umana, evidenziando l’effetto stigmatizzante della normativa. Per la prima volta in un ricorso diretto, constata una violazione autonoma dell’articolo 2 TUE, poiché la legge compromette i valori fondativi dell’Unione.
Agricoltura: differita al 10 aprile 2026 la sottoscrizione delle polizze assicurative per le colture a ciclo autunno primaverile
Nella Gazzetta Ufficiale n. 107 dell’11 maggio 2026 è stato pubblicato il decreto 31 marzo 2026 con cui il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, in riferimento al piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026, differisce al 10...


