La Corte di giustizia UE, nella sentenza del 22 gennaio 2026 alla causa C‑18/24, ha chiarito l’ambito di applicazione dell’articolo 155 della direttiva Solvibilità II. La procedura di cooperazione tra l’autorità di vigilanza dello Stato membro d’origine e quella dello Stato ospitante si applica anche quando quest’ultima rileva che un’impresa di assicurazione operante sul suo territorio, tramite succursale o libera prestazione di servizi, viola obblighi derivanti dal regolamento (UE) 1286/2014 sui documenti informativi chiave (PRIIPs) o dalle norme nazionali che recepiscono la direttiva (UE) 2016/97 sulla distribuzione assicurativa. La Corte precisa inoltre che lo Stato ospitante non è tenuto a seguire la procedura di cooperazione prevista ai paragrafi 1‑3 dell’articolo 155 quando irroga sanzioni ai sensi dei paragrafi 5‑6, purché tali sanzioni non riguardino il mancato rispetto delle condizioni di autorizzazione e non abbiano l’effetto di impedire all’impresa assicurativa di operare nel territorio dello Stato ospitante.
Le nuove sanzioni del TUF: dal CDM via libera provvisorio al decreto legislativo
Con il decreto legislativo approvato in via provvisoria dal Consiglio dei Ministri n. 163 del 26 febbraio 2026, la riforma del TUF introduce importanti novità nel sistema sanzionatorio: patteggiamento con riduzione della sanzione, applicazione del principio di...


