L’avvocato generale della Corte di Giustizia UE, nelle conclusioni del 4 giugno 2026 nella Causa C-41/25, afferma che il quadro normativo dell’Unione in materia di procedure di insolvenza implica una rinuncia alla possibilità per gli Stati membri di invocare l’immunità di giurisdizione quando vengono convenuti davanti ai giudici dello Stato in cui la procedura è stata aperta. L’azione revocatoria proposta dall’amministratore giudiziario rientra pienamente nell’ambito di tale disciplina, anche se diretta contro l’amministrazione fiscale di un altro Stato membro. Secondo l’avvocato generale, il diritto dell’Unione può prevedere una rinuncia, anche implicita, all’immunità statale quando ciò risulta dalla struttura e dalla finalità dell’atto. Consentire a uno Stato di opporre l’immunità comprometterebbe l’efficacia delle procedure di insolvenza, creerebbe disparità tra creditori e priverebbe l’amministratore giudiziario di un ricorso effettivo. Tale rinuncia è inoltre coerente con i principi dell’ordinamento dell’Unione, fondati sulla cooperazione leale, sull’uguaglianza tra Stati membri e sull’accettazione della giurisdizione reciproca nelle controversie transfrontaliere.
Servizi postali: Amazon svolge funzioni soggette ad autorizzazione nazionale
Nelle conclusioni del 9 luglio 2026 nelle cause riunite C‑535/25 e C‑536/25, l’Avvocato generale ritiene che le tre società del gruppo Amazon operanti in Italia svolgano attività riconducibili alle diverse fasi del servizio postale e che, pertanto, l’obbligo di...


