La Corte di giustizia UE, nella sentenza C‑590/24 del 22 gennaio 2026, ha stabilito che l’art. 49 della Carta e il principio di certezza del diritto non impediscono una normativa nazionale che vieta l’iscrizione di una società nel registro dei partner pubblici quando il soggetto autorizzato non è imparziale per legami personali o patrimoniali, anche senza criteri ulteriori, purché la responsabilità penale sia prevedibile in modo chiaro. La Corte ha inoltre ritenuto compatibile una sanzione pecuniaria pari al vantaggio economico ottenuto, anche senza parametri espliciti, se ricavabili tramite interpretazione giuridica ordinaria. Ha invece dichiarato contrario all’art. 49 un sistema che impone automaticamente un’ammenda pari al vantaggio economico senza valutare le circostanze della violazione. È invece conforme una sanzione entro una forbice minima‑massima, se l’autorità considera natura, gravità, modalità e conseguenze dell’infrazione.
Sigarette con filtro: obbligo UE di libero accesso alle norme ISO
Con sentenza del 21 aprile 2026 nella causa C‑155/24, la Corte di giustizia UE afferma che quando una direttiva dell’Unione volta alla tutela della salute rinvia a norme internazionali, tali norme devono essere liberamente accessibili. La controversia nasce dalla...


