Sentenze penali online a pagamento: per la Corte UE non è trattamento giornalistico

da | 10 Lug 2026 | Ipsoa - Impresa

La Corte di giustizia UE, con la sentenza 9 luglio 2026 nella causa C‑199/24, ha stabilito che la mera pubblicazione online, a pagamento, di sentenze penali di condanna non integra di per sé un trattamento di dati personali a scopi giornalistici. Tale attività non giustifica quindi deroghe al RGPD, né può escluderne l’applicazione. Il caso riguardava una banca dati svedese che diffondeva decisioni penali e invocava la tutela costituzionale della libertà di espressione per sottrarsi al RGPD, lasciando all’interessato solo azioni per diffamazione. La Corte chiarisce che gli Stati membri non possono privare gli interessati dei mezzi di ricorso previsti dal RGPD. Il trattamento può dirsi “giornalistico” solo se finalizzato a informare il pubblico, svolto secondo regole deontologiche e con attività redazionale. La pubblicazione commerciale di condanne penali non soddisfa, in linea di principio, tali criteri.

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