L’intervento dell’Antitrust e delle Procure sul settore moda ha messo in luce la distanza tra ciò che le imprese dichiarano in termini di sostenibilità e la realtà produttiva. Dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale non veritiere, soprattutto in presenza di filiere frammentate e controlli carenti, espongono le imprese a rischi reputazionali e penali. La sostenibilità non deve essere quindi utilizzata solo come uno slogan, deve essere considerata un obbligo giuridico, un valore che sia espressione del DNA di ogni impresa. Una azienda virtuosa non guarda solo alle intenzioni ma soprattutto ai fatti.
Bonus Coesione giovani: ammessa anche la ricerca archeologica
Con il messaggio n. 685 del 2026, l’INPS comunica l’integrazione dell’elenco dei codici ATECO ammessi al contributo economico per l’avvio di attività imprenditoriali e professionali in settori strategici per la transizione digitale ed ecologica, previsto dall’art. 21,...


