Ormai la riforma delle sanzioni non è più procrastinabile, anche sulla spinta di solleciti internazionali. Il legislatore italiano sta cambiando la finalità delle sanzioni tributarie, passando dalla teoria dell’afflittività al concetto di premialità, valorizzando la soluzione amministrativa con nuove iniziative procedimentali (ad esempio lettere di compliance) rispetto a quella giurisdizionale, e accordando, in tali ipotesi, una consistente riduzione dell’importo delle penalità con l’utilizzo del ravvedimento operoso lungo. Da rivedere però anche l’esosità delle misure edittali, la mancanza di coordinamento tra ambito amministrativo e penale e la moltiplicazione di misure punitive per fatti sostanzialmente identici. Infine, ai contribuenti potrebbe essere assegnato un rating di virtuosità fiscale, che consenta in determinate ipotesi, la non applicazione delle sanzioni.
Scambio di informazioni sui conti finanziari: quali sono le giurisdizioni oggetto di comunicazione
Con provvedimento del 12 maggio 2026, in corso di pubblicazione in G.U., il Ministero dell’Economia e delle finanze ha modificato gli allegati C e D al D.M. 28 dicembre 2015, recante l'attuazione della legge 18 giugno 2015, n. 95 e della direttiva n. 2014/107/UE, in...


