Ormai la riforma delle sanzioni non è più procrastinabile, anche sulla spinta di solleciti internazionali. Il legislatore italiano sta cambiando la finalità delle sanzioni tributarie, passando dalla teoria dell’afflittività al concetto di premialità, valorizzando la soluzione amministrativa con nuove iniziative procedimentali (ad esempio lettere di compliance) rispetto a quella giurisdizionale, e accordando, in tali ipotesi, una consistente riduzione dell’importo delle penalità con l’utilizzo del ravvedimento operoso lungo. Da rivedere però anche l’esosità delle misure edittali, la mancanza di coordinamento tra ambito amministrativo e penale e la moltiplicazione di misure punitive per fatti sostanzialmente identici. Infine, ai contribuenti potrebbe essere assegnato un rating di virtuosità fiscale, che consenta in determinate ipotesi, la non applicazione delle sanzioni.
Cooperative compliance: la mappatura dei rischi fiscali derivanti dall’applicazione dei principi contabili
Tra i tanti chiarimenti resi dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 6/E del 2026, sul regime di cooperative compliance, la risposta al quesito 1.1 merita un approfondimento, poiché affronta un tema di rilevante impatto operativo per le imprese aderenti (o che...


