A seguito della direttiva sull’utilizzo di nuove tecnologie che si avvalgono dell’intelligenza artificiale, l’INPS compie un passo decisivo verso l’automatizzazione dei processi interni. Con una strategia che si fonda su un uso esteso e articolato dell’IA: dall’automazione delle attività più ripetitive e standardizzate all’analisi predittiva e all’interazione con i cittadini. Il tutto orchestrato da un ambiente di supervisione che consente di monitorare, verificare e correggere in tempo reale l’operato degli algoritmi. Il banco di prova sarà la capacità della tecnologia di inserirsi nella trama costituzionale dello Stato di diritto e la trasparenza, intesa come capacità dell’IA pubblica di restare comprensibile, motivata, giusta. E allora la domanda vera non è se introdurre l’intelligenza artificiale nella PA. Ma come e per chi. E, soprattutto, sotto il controllo di chi. L’algoritmo pubblico può essere uno strumento di emancipazione, ma solo se rimane, sempre, una casa di vetro.
Adesione automatica alla previdenza complementare: le regole per gestire le quote di TFR
A partire dal 1° luglio 2026 i lavoratori di prima assunzione hanno a disposizione 60 giorni per scegliere se aderire o non aderire alla previdenza complementare. Con il messaggio n. 2325/2026 l’INPS ha fornito chiarimenti sull’operatività delle nuove regole con...


