Se il contribuente, ricevuto l’avviso bonario, presenta i propri chiarimenti, l’Amministrazione non può emettere una cartella se non siano decorsi 30 giorni dalla notifica della comunicazione definitiva, rilasciata dopo i chiarimenti e contenente l’eventuale ricalcolo e rideterminazione della pretesa. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 27817/2022. La pronuncia ha una valenza ben più ampia, imponendo al fisco di rispettare un nuovo termine: i canonici 30 giorni decorrenti dal primo avviso vengono superati dal secondo avviso definitivo, in quanto sarà questo poi a far fede. In questa fase l’Amministrazione sarà vincolata, non potrà iscrivere a ruolo le somme, dovendo attendere la scadenza del nuovo termine. Sempre che il contribuente non decida di versare il dovuto.
Commercialisti e IA: per l’uso improprio sospensione fino a sei mesi
L’IA entra nel Codice deontologico dei commercialisti: in base ai nuovi commi dell’art. 21, nell’esecuzione dell’incarico il professionista può impiegare i sistemi di intelligenza artificiale esclusivamente per le attività strumentali e di supporto all’attività...


