Se il contribuente, ricevuto l’avviso bonario, presenta i propri chiarimenti, l’Amministrazione non può emettere una cartella se non siano decorsi 30 giorni dalla notifica della comunicazione definitiva, rilasciata dopo i chiarimenti e contenente l’eventuale ricalcolo e rideterminazione della pretesa. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 27817/2022. La pronuncia ha una valenza ben più ampia, imponendo al fisco di rispettare un nuovo termine: i canonici 30 giorni decorrenti dal primo avviso vengono superati dal secondo avviso definitivo, in quanto sarà questo poi a far fede. In questa fase l’Amministrazione sarà vincolata, non potrà iscrivere a ruolo le somme, dovendo attendere la scadenza del nuovo termine. Sempre che il contribuente non decida di versare il dovuto.
Controllo formale delle dichiarazioni dei redditi 2023: più tempo per l’invio dei documenti
Con riguardo al controllo formale delle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d'imposta 2023, il CNDCEC ha evidenziato che, grazie a delle interlocuzioni avviate dal Consiglio nazionale, l'Agenzia delle Entrate ha confermato che, in ogni caso, la...


