Se il contribuente, ricevuto l’avviso bonario, presenta i propri chiarimenti, l’Amministrazione non può emettere una cartella se non siano decorsi 30 giorni dalla notifica della comunicazione definitiva, rilasciata dopo i chiarimenti e contenente l’eventuale ricalcolo e rideterminazione della pretesa. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 27817/2022. La pronuncia ha una valenza ben più ampia, imponendo al fisco di rispettare un nuovo termine: i canonici 30 giorni decorrenti dal primo avviso vengono superati dal secondo avviso definitivo, in quanto sarà questo poi a far fede. In questa fase l’Amministrazione sarà vincolata, non potrà iscrivere a ruolo le somme, dovendo attendere la scadenza del nuovo termine. Sempre che il contribuente non decida di versare il dovuto.
Assegnazione agevolata ai soci: chi deve corrispondere l’imposta di registro?
I termini per aderire all’assegnazione agevolata dei beni ai soci stanno per scadere: l’ultimo giorno utile è il 30 settembre 2026. In caso di assegnazione agevolata, qual è il soggetto che si deve far carico dell’imposta di registro eventualmente da versare? Fermo...


