Il caso Assonime n. 2/2026 analizza la sentenza della Corte di giustizia UE del 2 dicembre 2025 (C‑492/23), che segna un punto di svolta nella definizione delle responsabilità delle piattaforme digitali in materia di protezione dei dati personali. La Corte stabilisce che le piattaforme che determinano modalità di accesso, utilizzo e diffusione dei dati – anche per finalità commerciali – agiscono come titolari del trattamento e sono quindi pienamente soggette agli obblighi del GDPR. Esse devono adottare misure tecniche e organizzative adeguate al rischio, con garanzie rafforzate per i dati particolari, senza poter beneficiare del regime di responsabilità limitata dell’e-commerce. La decisione chiarisce inoltre il coordinamento con il Digital Services Act, orientando verso un modello di compliance integrata che unisce tutela dei diritti fondamentali, gestione dei rischi sistemici e principi di privacy by design e by default nella progettazione dei servizi digitali.
Cooperative sociali: al via la campagna straordinaria ispettiva 2026
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il Decreto del 4 giugno 2026 con cui la Direzione Generale Servizi di Vigilanza ha dato avvio a una campagna ispettiva sulle cooperative sociali. Il Decreto dispone l’avvio dell'indicata campagna e...


