L’intervento dell’Antitrust e delle Procure sul settore moda ha messo in luce la distanza tra ciò che le imprese dichiarano in termini di sostenibilità e la realtà produttiva. Dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale non veritiere, soprattutto in presenza di filiere frammentate e controlli carenti, espongono le imprese a rischi reputazionali e penali. La sostenibilità non deve essere quindi utilizzata solo come uno slogan, deve essere considerata un obbligo giuridico, un valore che sia espressione del DNA di ogni impresa. Una azienda virtuosa non guarda solo alle intenzioni ma soprattutto ai fatti.
Rivalutazione pensioni e prestazioni assistenziali: quali sono gli importi per il 2026
In attuazione al decreto interministeriale 19 novembre 2025 sulla perequazione automatica, l’INPS, con la circolare n. 153/2025, ha definito la rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali per il 2026. In particolare, sono stati forniti tutti gli...


