L’intervento dell’Antitrust e delle Procure sul settore moda ha messo in luce la distanza tra ciò che le imprese dichiarano in termini di sostenibilità e la realtà produttiva. Dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale non veritiere, soprattutto in presenza di filiere frammentate e controlli carenti, espongono le imprese a rischi reputazionali e penali. La sostenibilità non deve essere quindi utilizzata solo come uno slogan, deve essere considerata un obbligo giuridico, un valore che sia espressione del DNA di ogni impresa. Una azienda virtuosa non guarda solo alle intenzioni ma soprattutto ai fatti.
Interdizione anticipata della lavoratrice madre: come evitare rischi e sanzioni
L’istituto dell’interdizione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza costituisce uno degli ambiti più complessi disciplinati dal Testo Unico maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001), in quanto incide contemporaneamente sulla tutela della salute della...


