Con l’ordinanza n. 25 del 2026 la Corte costituzionale è tornata ad occuparsi della disciplina del pagamento differito e rateale del trattamento di fine servizio (TFS) spettante ai dipendenti pubblici cessati dal servizio per raggiunti limiti di età o di servizio. La questione, sollevata da diversi TAR, riguarda la compatibilità delle norme che prevedono la dilazione e la rateizzazione dell’erogazione del TFS con il principio di adeguatezza e tempestività della retribuzione sancito dall’articolo 36 della Costituzione, nonché con l’articolo 117 della Costituzione in relazione all’articolo 1 del Protocollo addizionale alla CEDU. La Corte, pur ribadendo le criticità già evidenziate nelle precedenti pronunce, ha ritenuto di non poter intervenire immediatamente sulla disciplina vigente in ragione dell’impatto finanziario che deriverebbe dalla sua eliminazione. Con un’ordinanza interlocutoria ha quindi rinviato la trattazione delle questioni all’udienza del 14 gennaio 2027, sollecitando nel frattempo un intervento legislativo volto a programmare una graduale rimozione dei meccanismi dilatori che oggi regolano il pagamento del TFS.
Contratto a termine per sostituzione maternità: come si applica e qual è lo sgravio contributivo
Con il messaggio n. 1343 del 21 aprile 2026 l’INPS ha fornito i chiarimenti interpretativi in merito alla disposizione, prevista dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), che consente di prolungare il contratto a termine per sostituzione maternità fino al...


