L’intervento dell’Antitrust e delle Procure sul settore moda ha messo in luce la distanza tra ciò che le imprese dichiarano in termini di sostenibilità e la realtà produttiva. Dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale non veritiere, soprattutto in presenza di filiere frammentate e controlli carenti, espongono le imprese a rischi reputazionali e penali. La sostenibilità non deve essere quindi utilizzata solo come uno slogan, deve essere considerata un obbligo giuridico, un valore che sia espressione del DNA di ogni impresa. Una azienda virtuosa non guarda solo alle intenzioni ma soprattutto ai fatti.
Permessi legge 104 e congedi parentali: nuove regole UNIEMENS
Con il messaggio n. 3267 del 2026, l’INPS illustra le novità introdotte nel flusso UNIEMENS/ListaPosPA per gli enti e le amministrazioni pubbliche con lavoratori iscritti alla Gestione pubblica, in attuazione dell’articolo 1, comma 724, della legge n. 199/2025. Le...


