Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2778 del 2024, estende il potere di disposizione, in capo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, a “tutti i casi di irregolarità rilevate in materia di lavoro e legislazione sociale”, tra i quali rientrano anche le violazioni dei contratti e accordi collettivi di lavoro. Inoltre, secondo il C.d.S., l’utilizzo del provvedimento di disposizione incentrato sulla sollecitazione di una attività collaborativa da parte del datore di lavoro, che può concludersi con l’eliminazione spontanea delle irregolarità riscontrate, può svolgere anche un’importante funzione preventiva e deflattiva del contenzioso giuslavoristico. Quali sono le ragioni su cui si fonda la sentenza?
Compliance informativa tra smart working e previdenza complementare: qual è il ruolo del consulente del lavoro
Nel 2026 la compliance informativa non è più un adempimento per così dire “accessorio”, ma diventa sempre più un punto di attenzione essenziale per aziende e professionisti. Le novità introdotte in materia di smart working, operative dal 7 aprile 2026, e quelle...


