A partire dal 1° gennaio 2023 è previsto un adeguamento pari a +7,3% delle pensioni. Lo prevede il decreto firmato dal ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti. L’aumento è stato calcolato sulla base della variazione percentuale che si è verificata negli indici dei prezzi al consumo forniti dall’Istat il 3 novembre 2022. In base alla effettiva variazione di consuntivo dell’indice preso a base per la rivalutazione, possono rendersi necessari eventuali recuperi (a credito o a debito) con relativi conguagli in occasione della rivalutazione effettuata l’anno successivo. La percentuale del 7,3% rappresenta allora un parametro di rivalutazione provvisorio e, considerando un possibile livello più elevato di inflazione, è verosimile che ci sia un recupero nel 2024. Di quanto aumenteranno gli assegni?
Il momento della pensione si sposta sempre più avanti: ma perché?
La legge di Bilancio 2026 ha previsto che, per accedere alla pensione di vecchiaia, i lavoratori dovranno attendere, dal 1° gennaio 2027, i 67 anni ed un 1 di età (salvo uscite anticipate) e dal 2028, i 67 anni e 3 mesi di età. Paradossalmente è una notizia...


