Il caso Assonime n. 3/2026 analizza l’impatto delle misure restrittive dell’UE sulla gestione del rischio d’impresa. Il d.lgs. 211/2025, attuativo della direttiva (UE) 2024/1226, introduce nuove fattispecie penali per la violazione dei regimi sanzionatori, estendendo la responsabilità alle persone fisiche e agli enti tramite l’inclusione dei reati nel catalogo 231. Le imprese devono quindi affrontare rischi complessi, spesso non immediatamente visibili, legati a triangolazioni, condotte elusive e carenze di due diligence. Assonime sottolinea la necessità di un approccio sistemico e documentabile, fondato sull’aggiornamento dei Modelli 231 e sulla loro integrazione con Programmi Interni di Conformità, export control e sistemi di screening. La compliance diventa così una leva strategica per garantire continuità operativa, reputazione e competitività in un ambiente in cui diritto, geopolitica e strategia economica sono sempre più interconnessi.
Conti di risparmio e investimento SIA: come funzionano e quali vantaggi fiscali per imprese e risparmiatori
I conti di risparmio e investimento (SIA), proposti da ABI, ANIA, Assogestioni, Assoreti e AIPB, puntano a convogliare il risparmio privato verso l'economia reale e il finanziamento delle imprese. La proposta prevede incentivi fiscali legati a un orizzonte minimo di...

