Con la circolare n. 6 del 2026 l’INPS ha aggiornato gli importi dei minimali contributivi per l’anno in corso, soffermandosi sui casi in cui, per i lavoratori subordinati, i contributi previdenziali devono essere versati sul minimale di legge anziché sulla retribuzione effettivamente corrisposta. Particolare attenzione è dedicata alle ipotesi operative più ricorrenti, quali i rapporti part-time, le retribuzioni convenzionali, i settori speciali e le situazioni in cui la retribuzione scende sotto soglia a causa di assenze non retribuite o ingiustificate. Quali sono i casi specifici in cui il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi sul minimale e non sulla retribuzione effettiva. Casi pratici ed esempi di calcolo possono essere di aiuto.
Disabilità intellettive e lavoro: l’analisi dei Consulenti del lavoro
La ricerca realizzata da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e Anffas Nazionale evidenzia le difficoltà di accesso al lavoro delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, sottolineando la debolezza dei servizi pubblici di collocamento...


