Si sta ormai assistendo ad una sempre più precisa e penetrante azione di attrazione della legittimità o meno dei controlli difensivi aziendali nell’ambito del GDPR. Il rischio per il datore di lavoro non è più soltanto quello di vedersi contestare le modalità del controllo, ma anche il merito, con il rischio di incorrere in sanzioni amministrative di rilevante portata, in aggiunta all’inutilizzabilità del dato acquisito nell’eventuale procedimento disciplinare a carico del proprio dipendente. Per il Garante della privacy, oggi più che mai, sbagliare costa molto caro.
Trasparenza retributiva ed obblighi informativi: cosa cambia prima e durante il rapporto di lavoro
Il decreto legislativo sulla trasparenza retributiva (D.Lgs. n. 96/2026), in vigore dal 7 giugno 2026, introduce specifici obblighi informativi già prima dell’avvio del rapporto di lavoro. In particolare, il provvedimento prevede che i candidati devono essere...


