Molto spesso, nell’ambito del transfer pricing, la predisposizione di un Master e un Country file formalmente corretti, e quindi funzionali all’ottenimento della penalty protection, è considerata già di per sé un’idonea forma di prevenzione fiscale. Tuttavia, una visione di questo tipo non solo è limitata, ma rischia di generare effetti fiscali assai negativi. Nel transfer pricing, infatti, la miglior difesa non nasce nel momento di redazione della documentazione TP, ma molto prima, quando l’impresa costruisce e governa i rapporti intercompany e la coerenza tra questi e la documentazione di supporto.
Prova dell’origine non preferenziale delle merci: i chiarimenti delle Dogane
Con un avviso del 23 ottobre 2026 l’Agenzia delle Dogane ha comunicato che la DG TAXUD ha reso disponibile una versione aggiornata del documento di domande e risposte al fine di supportare gli operatori e le autorità competenti nell’applicazione del nuovo 59 bis del...


