La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha esaminato due ricorsi relativi all’ispezione fiscale di locali aziendali la cui sede legale coincideva con l’abitazione del rappresentante. L’autorizzazione del pubblico ministero ha permesso un accesso esteso e non circoscritto ai documenti, comprese perquisizioni domiciliari e su veicoli. La Corte ha ritenuto inefficaci i rimedi interni ex post e ha concluso per l’illiceità degli accessi, Lo Stato italiano è stato condannato al pagamento di 7.600 euro per danno non patrimoniale.
Il credito del Gruppo IVA non può essere ceduto al consolidato fiscale
Con la risposta a interpello n. 88 del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha escluso la possibilità di trasferire il credito IVA dal Gruppo IVA al consolidato fiscale nazionale. Una interpretazione rigorosa del principio di identità soggettiva che conduce all’assimilazione...


