Con la sentenza del 5 novembre 2026 nella causa C-395/25, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha chiarito i criteri per valutare quando gli imballaggi di sostanze o miscele pericolose possano essere confusi con quelli dei prodotti alimentari. La Corte ha affermato che la valutazione deve basarsi sull’aspetto generale dell’imballaggio, considerando l’insieme delle sue caratteristiche percettibili, quali forma, dimensione, volume, design, colore, etichetta, materiali, consistenza e odore. La somiglianza sussiste quando il confezionamento può essere confuso con quello di un prodotto alimentare. L’analisi deve essere svolta caso per caso dall’autorità nazionale competente, con riferimento al pubblico effettivamente esposto al prodotto, tenendo conto anche di bambini e persone vulnerabili. Per giustificare l’intervento dell’autorità è sufficiente un rischio non trascurabile di confusione, senza necessità di dimostrare casi concreti di errore dei consumatori o di considerare la specifica natura del pericolo associato al prodotto.
Impianti fotovoltaici a terra: confermato il divieto nelle aree agricole
Con la sentenza n. 184 del 5 novembre 2026, la Corte costituzionale ha dichiarato in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni di legittimità costituzionale relative al divieto di installazione di impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle...

