La Cassazione, in più sentenze del 2025, lancia messaggi severi indirizzati al mondo delle imprese relativamente al delitto di estorsione quale condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato a lui favorevole per la prevalenza dell’offerta sulla domanda, costringe i lavoratori, con la minaccia, alla coartazione della sua capacità di autodeterminazione. La minaccia può presentarsi in molteplici forme: esplicita o larvata, scritta o orale, determinata o indeterminata e assumere la forma di semplice esortazione e di consiglio. Ma ciò che rileva è il proposito voluto dal datore di lavoro (o da chi per o con lui), inteso a perseguire un ingiusto profitto con altrui danno. E allora? Attenzione anche alle parole usate!
Piccola colonia e compartecipazione in agricoltura: nuove regole per accertamento contributivo
Con la circolare n. 21 del 2026, l’INPS interviene nuovamente in materia di contribuzione agricola, aggiornando le istruzioni amministrative relative ai contratti di piccola colonia e di compartecipazione familiare. Il documento chiarisce la natura giuridica delle due...


