La Corte costituzionale, con la sentenza n. 20 del 24 febbraio 2026, ha esaminato le questioni sollevate dal Tribunale di Firenze riguardo al divieto di accesso ai pubblici esercizi imposto dal questore. La Corte ha ritenuto conforme all’articolo 13 della Costituzione il “DASPO antirissa” previsto dall’art. 13-bis, comma 1, del d.l. 14/2017, poiché limita la libertà di circolazione e non quella personale, essendo circoscritto a luoghi specifici e non impedendo al destinatario di mantenere relazioni sociali. Diversamente, ha giudicato costituzionalmente illegittimo il comma 1-bis, relativo al “DASPO antirissa aggravato”, che estende il divieto all’intero territorio provinciale. L’ampiezza della misura, la sua indeterminatezza e la possibile incidenza sul luogo di dimora configurano infatti una restrizione della libertà personale, rendendo necessaria la convalida dell’autorità giudiziaria.
Tutela penale dell’ambiente: via libera dal CDM al decreto di attuazione UE
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che attua la direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, aggiornando il quadro europeo del 2008‑2009. Il testo recepisce i pareri parlamentari e rafforza il Sistema di...

