Il lavoro a tempo determinato costituisce la forma contrattuale più flessibile a disposizione del datore di lavoro. Infatti, attraverso lo strumento della coda contrattuale o prosecuzione di fatto, può raggiungere condizioni di estrema flessibilità che consentono addirittura di non predeterminare né comunicare in via istituzionale l’effettiva data in cui terminerà la prestazione. Questa scelta datoriale, tuttavia, comporta un rilevante incremento del costo del lavoro per i giorni in cui la prestazione viene eseguita in assenza di un contratto di lavoro vigente. E’ più conveniente scegliere la proroga rispetto alla coda contrattuale?
Piccola colonia e compartecipazione in agricoltura: nuove regole per accertamento contributivo
Con la circolare n. 21 del 2026, l’INPS interviene nuovamente in materia di contribuzione agricola, aggiornando le istruzioni amministrative relative ai contratti di piccola colonia e di compartecipazione familiare. Il documento chiarisce la natura giuridica delle due...


