La disciplina del comporto ha la funzione di bilanciare l’interesse del lavoratore alla conservazione del posto di lavoro e l’interesse dell’impresa alla continuità e alla prevedibilità dell’organizzazione. Pertanto, in questo contesto, la distinzione tra malattia e disabilità non è un formalismo: serve a decidere quando l’organizzazione debba adattarsi e quando, invece, valgono le regole generali. Tenere separati i due piani evita automatismi, consente scelte motivabili e preserva la prevedibilità gestionale, senza precludere soluzioni inclusive quando la disabilità è effettiva. Una linea di demarcazione essenziale per tutelare le persone e, insieme, per la tenuta degli obiettivi dell’impresa.
Dal 2027 niente più cumulo dei regimi fiscali per impatriati e neo-residenti
Fine al cumulo dei regimi per impatriati e neo- residenti per coloro che trasferiranno la residenza fiscale in Italia a decorrere dal periodo d’imposta 2027. È quanto dispone l’art. 2 del decreto fiscale (D.L. n. 38/2026), che supera così i chiarimenti resi in materia...


