Con la risposta a interpello n. 231 dell’8 ettembre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’esclusione delle cessioni dei beni ammortizzabili dal calcolo del prorata risponde all’esigenza di evitare che una loro inclusione possa falsarne il significato reale, non riflettendo più l’ordinaria e normale attività del soggetto passivo. La cessione di questi beni, infatti, assume di norma carattere straordinario e occasionale, e dunque, ove concorresse al calcolo del prorata, ne altererebbe il valore.
STP e STA: l’imputazione del reddito per trasparenza
Con il principio di diritto n. 3 del 23 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la possibilità di redigere l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata fino alla presentazione della dichiarazione dei redditi, prevista dall’articolo 5, comma 3,...


