La modifica dell’orario di lavoro rientra nel potere organizzativo del datore, ma incontra limiti precisi. In primo luogo, il contratto individuale e la contrattazione collettiva vincolano la distribuzione della prestazione. Inoltre, le variazioni devono rispettare i principi di correttezza e buona fede, prevedere un congruo preavviso e non incidere in modo sproporzionato sulla vita del lavoratore. Rilevano anche le tutele su salute, riposi e il work-life balance. Modifiche arbitrarie da parte del datore di lavoro possono risultare illegittime. Per evitare contenziosi servono buone pratiche da seguire all’interno dei contratti.
Riders e piattaforme: nuove misure e sanzioni contro il caporalato digitale
Il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) interviene a tutela delle condizioni di lavoro di chi presta attività lavorativa tramite le piattaforme digitali mediante l’introduzione di nuove misure di prevenzione e di contrasto al caporalato digitale. In particolare, la...


