Con la sentenza n. 137 del 28 luglio 2025 la Corte Costituzionale si è pronunciata in merito alla previsione che le notizie e i dati non addotti, gli atti, i documenti, i libri e i registri non esibiti o non trasmessi in risposta agli inviti dell’ufficio non possono essere considerati a favore del contribuente, ai fini dell’accertamento in sede amministrativa e contenziosa. La Consulta non solo ha confermato interamente la linea interpretativa già fornita dalla giurisprudenza di legittimità sui limiti di applicabilità della disposizione, ma ne ha ulteriormente ridotto la portata, precisando che devono essere esclusi dalla sanzione dell’inutilizzabilità nel processo quegli elementi informativi che rivestono un contenuto, per così dire, misto, ovvero anche parzialmente suscettibile di produrre effetti sfavorevoli per il contribuente.
Personale posto in comando: il trattamento IVA
Con la risposta a interpello n. 142 del 13 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che si ravvisa la sussistenza dei presupposti impositivi soggettivo e oggettivo IVA, nella misura in cui il personale posto in comando risulta essere alle dipendenze della...


