Con la sentenza n. 141/2026 la Corte costituzionale dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale relative all’art. 80, comma 19, della legge n. 388/2000, confermando che il riconoscimento dell’assegno sociale ai cittadini di Paesi terzi può essere subordinato al possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. La decisione recepisce i principi affermati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nella sentenza Luevi, secondo cui l’assegno sociale costituisce una prestazione speciale in denaro di carattere non contributivo e, pertanto, non è soggetto al principio di parità di trattamento sancito dalla direttiva 2011/98/UE.
AI e lavoro: quali sono e come si applicano le regole in vigore dal 23 ottobre 2026
Dal 23 ottobre 2026 entrano in vigore le disposizioni del D.Lgs. n. 179/2026 sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei rapporti di lavoro: dal divieto di adottare decisioni esclusivamente automatizzate, agli obblighi di trasparenza e fino alla valutazione dei...


