Con la conclusione dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea del 27 luglio 2025, si chiude la fase di massima tensione nei rapporti transatlantici, avviata con le lettere tariffarie inviate dall’amministrazione Trump a metà luglio. Gli accordi introducono un dazio del 15% su larga parte dell’export europeo e aprono una collaborazione rafforzata su energia e tecnologia. Tuttavia, se da un lato evitano un’escalation tariffaria generalizzata, dall’altro introducono elementi di rigidità e squilibrio, anche alla luce della recente svalutazione del dollaro rispetto all’euro che, seppur indirettamente, rischia di aggravare l’onere effettivo per le imprese esportatrici dell’Unione. Qual è il quadro?
MiCAR: indicata la nuova tipologia di “Prestatori di servizi per le cripto-attività”
L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia comunica che gli operatori, iscritti nell’anagrafe dei segnalanti della UIF come “Prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” (codice 79) oppure “Prestatori di servizi di portafoglio digitale”...


