Con la conclusione dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea del 27 luglio 2025, si chiude la fase di massima tensione nei rapporti transatlantici, avviata con le lettere tariffarie inviate dall’amministrazione Trump a metà luglio. Gli accordi introducono un dazio del 15% su larga parte dell’export europeo e aprono una collaborazione rafforzata su energia e tecnologia. Tuttavia, se da un lato evitano un’escalation tariffaria generalizzata, dall’altro introducono elementi di rigidità e squilibrio, anche alla luce della recente svalutazione del dollaro rispetto all’euro che, seppur indirettamente, rischia di aggravare l’onere effettivo per le imprese esportatrici dell’Unione. Qual è il quadro?
Cosa cambia per le PMI con le norme del Listing Act approvate dal CDM
Il Consiglio dei Ministri del 22 aprile 2026 ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo di recepimento della Direttiva (UE) n. 2024/2811 e di adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) n. 2024/2809, nell’ambito del pacchetto europeo...


