Con la sottoscrizione di un accordo da parte di quattordici tra le principali organizzazioni datoriali italiane prende avvio un percorso volto a definire criteri omogenei per la misurazione della rappresentanza datoriale, sia ai fini istituzionali sia nell’ambito della contrattazione collettiva. L’intesa individua i parametri per l’identificazione del contratto collettivo da assumere quale riferimento nella determinazione dei trattamenti economici e normativi adeguati, valorizzando il principio della contrattazione collettiva di qualità e contribuendo a rafforzare la trasparenza del sistema contrattuale. L’accordo, aperto all’adesione di ulteriori associazioni datoriali, si inserisce nel processo di riforma dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi promosso dal CNEL e trova un significativo punto di raccordo con le disposizioni introdotte dal decreto-legge “Primo Maggio”, che attribuiscono un ruolo centrale alla contrattazione comparativamente più rappresentativa.
Legge di Bilancio 2027: tutte le novità per lavoro, famiglie e pensioni
Detassazione degli aumenti derivanti da rinnovi contrattuali e per gli incrementi di reddito dei giovani che lavorano, esonero contributivo per le assunzioni di donne di qualsiasi età e di giovani under 35, nonché potenziamento dei congedi parentali. Sono alcune delle...

