Secondo la Cassazione, se viene accertato un reddito d’impresa superiore a quello dichiarato si verifica l’operatività della presunzione di distribuzione dei dividendi ai soci: salvo una prova contraria spesso diabolica, il maggior reddito ai fini IRES viene cioè imputato in capo a tutti i soci, in funzione della relativa quota di partecipazione nella società. Ciò collide completamente con lo schema impositivo dell’IRES, come pensato dal legislatore, che prevede la soggettività passiva della società e la tassazione del socio solo al momento della percezione monetaria del dividendo, quale reddito di capitale. È, oggi, quindi necessario un intervento su due livelli, sia legislativo che giurisprudenziale. In quale direzione?
Nuove regole operative per l’applicazione del dazio UE sui piccoli pacchi
Nella Gazzetta Ufficiale europea è stato pubblicato il regolamento di esecuzione (UE) n. 2026/1200 del 5 giugno 2026, con cui la Commissione modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/2447 per quanto riguarda le regole sull’attuazione del dazio doganale...


