La modifica dell’orario di lavoro rientra nel potere organizzativo del datore, ma incontra limiti precisi. In primo luogo, il contratto individuale e la contrattazione collettiva vincolano la distribuzione della prestazione. Inoltre, le variazioni devono rispettare i principi di correttezza e buona fede, prevedere un congruo preavviso e non incidere in modo sproporzionato sulla vita del lavoratore. Rilevano anche le tutele su salute, riposi e il work-life balance. Modifiche arbitrarie da parte del datore di lavoro possono risultare illegittime. Per evitare contenziosi servono buone pratiche da seguire all’interno dei contratti.
Rappresentanza datoriale e contrattazione collettiva: siglata l’intesa tra quattordici associazioni
Con la sottoscrizione di un accordo da parte di quattordici tra le principali organizzazioni datoriali italiane prende avvio un percorso volto a definire criteri omogenei per la misurazione della rappresentanza datoriale, sia ai fini istituzionali sia nell'ambito...


