Il decreto Lavoro 2026 formalizza, per la prima volta, la nozione di “salario giusto”, individuando nella contrattazione collettiva lo strumento principe per assicurare ai lavoratori un trattamento economico complessivo proporzionato alla quantità e alla qualità della prestazione resa, nel pieno rispetto dei precetti costituzionali. Accanto al nuovo assetto retributivo, il decreto legge ridefinisce i bonus assunzione per donne, giovani, stabilizzazioni e nelle ZES. Per tutte le misure agevolative, l’accesso al beneficio è subordinato al rispetto del “salario giusto” come definito dal decreto 1° maggio, trasformando così di fatto l’applicazione corretta dei minimi retributivi contrattuali in presupposto di legge per la fruizione dei bonus.
La previdenza complementare non concorre più al raggiungimento del requisito soglia del contributivo
La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) affievolisce la sinergia fondi pensione-previdenza obbligatoria in prospettiva di flessibilità in uscita. Viene meno la possibilità, per i soggetti i con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre...


