Il caso Assonime n. 3/2026 analizza l’impatto delle misure restrittive dell’UE sulla gestione del rischio d’impresa. Il d.lgs. 211/2025, attuativo della direttiva (UE) 2024/1226, introduce nuove fattispecie penali per la violazione dei regimi sanzionatori, estendendo la responsabilità alle persone fisiche e agli enti tramite l’inclusione dei reati nel catalogo 231. Le imprese devono quindi affrontare rischi complessi, spesso non immediatamente visibili, legati a triangolazioni, condotte elusive e carenze di due diligence. Assonime sottolinea la necessità di un approccio sistemico e documentabile, fondato sull’aggiornamento dei Modelli 231 e sulla loro integrazione con Programmi Interni di Conformità, export control e sistemi di screening. La compliance diventa così una leva strategica per garantire continuità operativa, reputazione e competitività in un ambiente in cui diritto, geopolitica e strategia economica sono sempre più interconnessi.
Tutela penale dell’ambiente: via libera dal CDM al decreto di attuazione UE
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che attua la direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, aggiornando il quadro europeo del 2008‑2009. Il testo recepisce i pareri parlamentari e rafforza il Sistema di...


