Il Consiglio dei ministri del 9 marzo ha recepito in Italia la direttiva UE riguardante l’azione rappresentativa a tutela dei consumatori. L’azione rappresentativa si affianca alla class action, ma non è un’azione di classe. I ricorrenti agiscono anche senza mandato degli interessati effettivi, che possono beneficiare dei risultati dell’iniziativa giudiziaria. Modalità di avvio delle azioni inibitorie, favor processuale per il consumatore e ampia pubblicità delle azioni avviate determinano una connotazione prettamente “consumeristica” dell’azione rappresentativa. Per quali ragioni le imprese dovrebbero valutare con particolare attenzione questo tipo di iniziative a tutela dei consumatori, anche per evitare o prevenire potenziali danni alla continuità produttiva?
Cybersicurezza: in GU l’adeguamento nazionale alle nuove regole UE
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 245 del 22 ottobre 2026 il decreto legislativo 1° ottobre 2026, n. 191, che adegua l'ordinamento nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2025/37 in materia di servizi di sicurezza gestiti. Il provvedimento modifica...


