La Corte di giustizia dell’Unione europea ha interpretato gli articoli 6 e 7 della direttiva 93/13/CEE sulle clausole abusive nei contratti con i consumatori stabilendo che non è contrario al diritto UE una normativa nazionale che consente al giudice, in sede di ingiunzione di pagamento, di ridurre l’importo del credito escludendo le somme derivanti da clausole abusive, senza dichiararne immediatamente la nullità, purché il consumatore possa successivamente ottenere tale dichiarazione in altri giudizi. Inoltre, è compatibile con la direttiva una normativa che non prevede la partecipazione del consumatore al controllo delle clausole da parte del giudice nella fase di ingiunzione, a condizione che l’ingiunzione non produca effetti di cosa giudicata e che il principio del contraddittorio sia garantito nei procedimenti successivi. In sintesi, la Corte ammette sistemi nazionali che tutelano il consumatore in fasi successive, salvaguardando l’effettività della protezione.
Transazione fiscale nella composizione negoziata: due professionisti per due attestazioni
La parte I della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 5/E del 16 luglio 2026 offre un’indicazione operativa di particolare rilievo per le imprese che intendono formulare una proposta di accordo transattivo nell’ambito della composizione negoziata. Secondo...


