Con l’ordinanza n. 25 del 2026 la Corte costituzionale è tornata ad occuparsi della disciplina del pagamento differito e rateale del trattamento di fine servizio (TFS) spettante ai dipendenti pubblici cessati dal servizio per raggiunti limiti di età o di servizio. La questione, sollevata da diversi TAR, riguarda la compatibilità delle norme che prevedono la dilazione e la rateizzazione dell’erogazione del TFS con il principio di adeguatezza e tempestività della retribuzione sancito dall’articolo 36 della Costituzione, nonché con l’articolo 117 della Costituzione in relazione all’articolo 1 del Protocollo addizionale alla CEDU. La Corte, pur ribadendo le criticità già evidenziate nelle precedenti pronunce, ha ritenuto di non poter intervenire immediatamente sulla disciplina vigente in ragione dell’impatto finanziario che deriverebbe dalla sua eliminazione. Con un’ordinanza interlocutoria ha quindi rinviato la trattazione delle questioni all’udienza del 14 gennaio 2027, sollecitando nel frattempo un intervento legislativo volto a programmare una graduale rimozione dei meccanismi dilatori che oggi regolano il pagamento del TFS.
Agenti cancerogeni e tossici: da UE nuovi limiti di esposizione
Pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 30 ottobre 2026 la direttiva (UE) 2026/2450, che modifica la disciplina sulla protezione dei lavoratori dall’esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche per la riproduzione. Introdotti...

