La Corte Costituzionale, con l’ordinanza n. 25/2026, torna sul tema della legittimità dei termini di differimento e della rateizzazione del TFS dei dipendenti pubblici, rilevando come il legislatore non abbia ancora dato seguito ai precedenti moniti espressi nelle n. 159/2019 e n. 130/2023. Nonostante gli interventi introdotti dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), che ha rivisto termini e requisiti pensionistici, la Consulta segnala la persistenza di una violazione dell’art. 36 Cost., invitando nuovamente il Parlamento a programmare una riforma organica del sistema che elimini progressivamente i meccanismi dilatori sul TFS.
Contratto a termine per sostituzione maternità: come si applica e qual è lo sgravio contributivo
Con il messaggio n. 1343 del 21 aprile 2026 l’INPS ha fornito i chiarimenti interpretativi in merito alla disposizione, prevista dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), che consente di prolungare il contratto a termine per sostituzione maternità fino al...


