La Corte Costituzionale, con l’ordinanza n. 25/2026, torna sul tema della legittimità dei termini di differimento e della rateizzazione del TFS dei dipendenti pubblici, rilevando come il legislatore non abbia ancora dato seguito ai precedenti moniti espressi nelle n. 159/2019 e n. 130/2023. Nonostante gli interventi introdotti dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), che ha rivisto termini e requisiti pensionistici, la Consulta segnala la persistenza di una violazione dell’art. 36 Cost., invitando nuovamente il Parlamento a programmare una riforma organica del sistema che elimini progressivamente i meccanismi dilatori sul TFS.
Ferie, congedi e permessi per il dipendente: come gestirli (anche per il rientro a scuola dei figli)
Con l’inizio dell’anno scolastico tornano anche le richieste dei lavoratori alle aziende in merito al differimento dell'orario di entrata, alle uscite anticipate o alle assenze per la gestione dei figli, soprattutto durante i periodi di inserimento al nido e alla...


