Il quaderno n. 35 della UIF dal titolo “Verso un approccio attivo alle privacy stablecoins: il quadro per un’adozione scalabile e conforme ai requisiti KYC/AML”, esamina il potenziale delle privacy stablecoins come strumenti di pagamento al dettaglio, evidenziando i limiti delle soluzioni basate su blockchain pubbliche in termini di scalabilità, conformità KYC/AML e tutela della riservatezza. Le architetture di Layer‑2 con tecnologie di zero‑knowledge proof potrebbero conciliare efficienza operativa, privacy delimitata e requisiti regolamentari, ma restano in fase iniziale e soggette a rischi tecnici, inclusi errori nei sistemi ZKP. Un’adozione ampia richiede anche la disponibilità di stablecoin denominate in valute diverse dal dollaro, per garantire il pieno rispetto del principio NQA. Poiché il mercato potrebbe non convergere spontaneamente verso soluzioni pienamente conformi, il lavoro sottolinea la necessità di un ruolo attivo delle autorità nel coordinamento e nel dialogo con sviluppatori e operatori, così da orientare l’innovazione verso modelli coerenti con obiettivi pubblici e privati.
Confisca dei beni: cosa cambia con le nuove regole su sequestri, cripto-attività e recupero patrimoniale
Il D.Lgs. n. 186/2026, pubblicato nella G.U. 16 ottobre 2026 n. 241, non ridisegna il sistema delle confische ma lo rafforza con innesti mirati. Introduce la confisca per equivalente dei beni strumentali e quella dei beni trasferiti a terzi consapevoli, amplia e...

