Nella sentenza del 2 luglio 2026, causa C‑67/25, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea chiarisce la portata del divieto di diffondere i contenuti del canale Russia Today, stabilendo che esso si applica anche ai siti Internet accessibili gratuitamente al pubblico. La Corte afferma che la qualificazione di «operatore» comprende chiunque renda disponibili i contenuti vietati, indipendentemente dalla natura economica dell’attività, dall’assenza di scopo di lucro o dalle modalità di finanziamento del sito. È inoltre irrilevante la portata o la durata della diffusione. Tale interpretazione, secondo la Corte, è necessaria per garantire l’efficacia delle misure restrittive adottate dall’Unione nel contesto dell’aggressione russa contro l’Ucraina, impedendo la circolazione della propaganda e tutelando l’ordine pubblico e la sicurezza dell’Unione.
Guida operativa MASE 2026 sui certificati bianchi: cosa cambia per le imprese
Il MASE ha approvato con il decreto direttoriale n. 203 del 28 luglio 2026 la nuova guida operativa sul meccanismo dei certificati bianchi. Il documento interviene sugli interventi ammissibili agli incentivi, gli adempimenti procedurali e le metodologie di...


