La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella sentenza del 2 luglio 2026 nella causa C‑738/22, conferma integralmente l’ammenda inflitta a Google per abuso di posizione dominante nel sistema Android, respingendo l’impugnazione proposta da Google e Alphabet contro la decisione del Tribunale. La Corte ritiene corretta la valutazione degli effetti anticoncorrenziali delle condizioni di preinstallazione delle applicazioni, riconoscendo che tali pratiche rafforzavano il vantaggio competitivo del motore di ricerca e del browser dell’ecosistema Google. Conferma inoltre la legittimità dell’analisi sugli accordi antiframmentazione, ritenuti idonei a limitare gli sbocchi delle versioni Android non compatibili e a consolidare la posizione dominante dell’impresa. La Corte valida anche il rigetto delle giustificazioni oggettive addotte da Google e la qualificazione dell’infrazione come unica e continuata, nonché l’esercizio della competenza del Tribunale nella rideterminazione dell’ammenda.
Guida operativa MASE 2026 sui certificati bianchi: cosa cambia per le imprese
Il MASE ha approvato con il decreto direttoriale n. 203 del 28 luglio 2026 la nuova guida operativa sul meccanismo dei certificati bianchi. Il documento interviene sugli interventi ammissibili agli incentivi, gli adempimenti procedurali e le metodologie di...


